• Terra

Terra

La Terra, il maggiore dei quattro pianeti rocciosi, è il terzo pianeta del sistema solare per distanza dal Sole ma il primo in bellezza grazie alla varietà di colori di cui è composto. Pianure, foreste, monti, oceani, laghi e deserti conferiscono al nostro pianeta un aspetto unico, una biglia azzurra posta nel sistema solare sulla quale spiccano i continenti di colore verde e giallo e le nubi di colore bianco. E’ inoltre, tra i pianeti finora conosciuti, l’unico a ospitare forme di vita “intelligenti”.

Essendo il pianeta sul quale viviamo, è, ovviamente, anche quello che conosciamo meglio. Se volessimo quindi, potremmo parlarne per ore ma, l’intento è di limitarci ai soli aspetti astronomici.

Diametro All’Equatore40.000 Km
Massa5,976 x 10^24 Kg
Densità Media5,515 g/cm^3
Volume1 Volta Il Volume Della Terra
Distanza Media Dal Sole149.600.000 Km
Temperatura Superficiale -89°C (min) / 57,8°C (max)
Periodo Di Rotazione All’Equatore23h 56m 4s
Periodo Di Rivoluzione 365gg 6h 9m
Velocità Orbitale Media29,8 Km/s
Inclinazione Dell’Asse Di Rotazione23,45°
Satelliti Noti1
Composizione Chimica Dell’AtmosferaN2 (78%), O2 (21%) + tracce di altri gas

Struttura Interna

Struttura interna della TerraLa Terra, sulla base degli studi effettuati principalmente dall’analisi delle onde sismiche, è convenzionalmente suddivisa in gusci concentrici di diverso spessore e caratteristiche: Crosta, Mantello e Nucleo.

Ognuna di queste zone è delimitata da una superficie di discontinuità sismica in corrispondenza della quale le onde sismiche cambiano improvvisamente velocità di propagazione. Questi cambiamenti di velocità indicano una variazione di composizione chimica, o di temperatura e pressione, o di stato di aggregazione della materia.

Possiamo quindi distinguere tre zone di discontinuità:

La prima detta “Discontinuità di Mohorovicic” o più semplicemente “Moho”, si trova ad una profondità che varia tra i 6 e 60 Km di profondità e delimita la crosta terrestre dal mantello.

La seconda di queste superfici, è chiamata “Discontinuità di Gutemberg”, viene localizzata a 2900 Km di profondità e delimita il mantello dal nucleo.

La terza ed ultima discontinuità si trova a circa 5100 Km di profondità e delimita il nucleo esterno da quello interno e prende il nome di “Discontinuità di Lehmann”.

La Crosta

La crosta terrestre è il guscio più esterno del pianeta. Il suo spessore varia con una media di 6 Km sotto gli oceani, 35 Km sotto i continenti e supera i 60 Km sotto le grandi catene montuose.

La crosta terrestre viene suddivisa in crosta continentale, che costituisce i continenti, e crosta oceanica, che, come dice la parola stessa, forma i fondali oceanici; esse differiscono tra loro per spessore, densità e composizione.

La crosta continentale, infatti, oltre ad essere molto più spessa è formata prevalentemente da rocce granitiche e, le rocce che la costituiscono possono avere diverse età, fino a circa 4 miliardi di anni.

La crosta oceanica invece è più sottile ed è formata da rocce basaltiche la cui età non supera i 200 milioni di anni.

Il Mantello

Alla base della crosta troviamo una zona il mantello che si divide in due strati: mantello superiore, che si estende fino ad una profondità di circa 700 Km e mantello inferiore che arriva fino a 2900 Km di profondità.

Nel mantello le temperature variano dai 500°C ai 900°C al confine superiore con la crosta, e oltre 4.000°C al confine con il nucleo. Anche se le temperature più alte oltrepassano di molto i punti di fusione delle rocce del mantello che, per la peridotite, roccia caratteristica del mantello, è di 1200°C, il mantello appare quindi quasi esclusivamente solido. Questo perché la temperatura di fusione aumenta con l’aumentare della pressione.

Moto ConvettivoSu scale di tempi molto lunghi, centinaia di migliaia fino a milioni di anni, il mantello si comporta però come un fluido molto viscoso. Questo significa che nel mantello si hanno dei movimenti, lenti, ma pur sempre dei movimenti.

Accelerando il tempo, i movimenti, che interessano in particolare la parte del mantello che è sotto la crosta, assomigliano a quelli che si hanno in una pentola d’acqua posta su una fonte di calore: l’acqua, riscaldandosi, si sposta dal basso verso l’alto. Viceversa, una volta che l’acqua è arrivata in superficie, si raffredda e riscende verso il basso. Questi sono i cosiddetti moti convettivi.

Nel mantello superiore del materiale si sposta dal basso verso l’alto e il materiale che sta in alto scende verso il basso come se fosse un fluido ed è la differenza di temperatura tra la parte inferiore e quella superiore il motore di questo fenomeno. Sono proprio questi movimenti i responsabili della tettonica delle placche e della deriva dei continenti, che in qualche maniera è come se galleggiassero sul mantello.

Il Nucleo

Subito sotto il mantello ad una profondità di 2900 Km troviamo il nucleo, un grosso nocciolo il cui raggio misura circa 3500 Km. Come il mantello anche il nucleo viene ulteriormente suddiviso in due gusci concentrici:

Il Nucleo Esterno, liquido, è composto per l’80% da ferro e per il restante da nichel e si pensa anche una piccola parte di silicio ed ha una temperatura di circa 3000°C.

Il Nucleo Interno invece è solido, composto quasi esclusivamente di ferro ed ha una temperatura di 5400°C.

Il nucleo è responsabile di una delle peculiarità della Terra, la presenza di un campo magnetico che, analizzeremo dettagliatamente più avanti nel capitolo riguardante la magnetosfera.

Atmosfera

Tra tutti i pianeti del sistema solare, la Terra è l’unico a possedere un’atmosfera ricca di ossigeno (21%) e azoto (78), elementi fondamentali per consentire la presenza della vita, almeno per come la concepiamo noi.  Un altro ruolo fondamentale dell’atmosfera è di garantire la protezione della vita: essa costituisce, infatti, uno schermo per assorbire le radiazioni ultraviolette e le particelle provenienti dal Sole e, inoltre, protegge la superficie terrestre dall’impatto con i meteoriti che si disintegrano per l’attrito prodotto con l’atmosfera.

Secondo il cambiamento locale della temperatura e della pressione con l’aumentare della quota, possiamo dividere l’atmosfera in 5 regioni: Troposfera, Stratosfera, Mesosfera, Termosfera e Esosfera.

La troposfera è lo strato dell’atmosfera terrestre a diretto contatto con il pianeta ed è caratterizzata dalla maggior densità dell’aria e dalla sua temperatura che diminuisce verticalmente, in media di 6°C per Km. L’altezza della troposfera è variabile, va da un minimo di circa 8 Km in corrispondenza dei poli e un massimo di circa 18 Km all’equatore. Qui è concentrata l’80% della massa d’aria e il 99% del vapore acqueo, è proprio in questa zona che avvengono tutti i fenomeni atmosferici.

Sopra questa regione troviamo la Tropopausa, un sottile strato a temperatura costante, circa -55°C, che separa la troposfera dalla stratosfera.

La Stratosfera, che si estende fino a 50 Km di altitudine, è una sorta di barriera protettiva.

Grazie ad uno strato di ozono, situato ad un’altezza compresa tra i 20 e i 30 Km, le radiazioni ultraviolette, dannose per la vita, vengono assorbite dalle molecole di ozono le quali le convertono in energia cinetica provocando il riscaldamento della stratosfera. In questa zona, la temperatura rimane relativamente costante fino ad un’altezza di 25 Km per poi aumentare gradualmente fino a raggiungere il valore di circa 0°C.

Il terzo strato che incontriamo è la Mesosfera, che si estende approssimativamente dai 50 agli 80 Km di altitudine ed è caratterizzata dalla graduale diminuzione della temperatura che raggiunge circa -83°C sul bordo più esterno al confine con la Mesopausa, uno strato di transizione tra la mesosfera e la termosfera.

La Termosfera, il quarto dei cinque strati dell’atmosfera terrestre, si estende dagli 80 ai 500 Km di altitudine. Qui, a causa dell’assorbimento dell’intensa radiazione solare da parte delle molecole di ossigeno e azoto, la temperatura raggiunge i 1200°C.

All’interno della Termosfera, troviamo la Ionosfera, uno strato di atmosfera terrestre in cui i gas sono allo stato di ioni. Sono proprio queste particelle ionizzate a permettere le telecomunicazioni in quanto hanno la capacità di riflettere al suolo le onde radio.

L’ultimo guscio dell’atmosfera è l’Esosfera, è la regione più distante dalla superficie della Terra e rappresenta la zona di transizione tra l’atmosfera terrestre e lo spazio interplanetario. Qui la temperatura cinetica è superiore ai 2000°C e le particelle gassose che la compongono superano la velocità di fuga e non partecipano più alla rotazione terrestre disperdendosi nello spazio.

Magnetosfera e Campo Magnetico

MagnetosferaLa magnetosfera costituisce una sorta di scudo che ci protegge dal vento solare. La sua estensione non è ben definita ma varia a seconda dell’interazione con il vento solare. Infatti, nella parte anteriore, quella rivolta verso il Sole, il vento solare schiaccia la magnetosfera delimitandola ad una distanza situata circa a 10 raggi terrestri.

Nella parte in ombra invece la magnetosfera si allunga in modo considerevole, forse oltre la distanza Terra-Luna, formando così una coda magnetica.

I dati raccolti dai satelliti hanno dimostrato che tra il vento solare e il campo magnetico terrestre c’è una zona definita a “doppia parete”: la parete più esterna è un’onda d’urto generata dal vento solare che, giungendo a velocità supersonica rispetto alla Terra, viene decelerato, compresso e riscaldato. La parete interna invece, che prende il nome di magnetopausa, è la superficie che delimita la magnetosfera ed è il limite oltre il quale gli effetti del campo magnetico terrestre non sono più presenti. Tra le due “pareti” c’è una zona turbolenta nella quale il vento solare fluisce con velocità subsoniche, questa zona prende il nome di Regione di Transizione.

Aurore Polari

Aurora BorealeDelle volte capita che il vento solare sia particolarmente intenso e, le particelle cariche di cui è costituito, riescono a penetrare all’interno della magnetosfera la quale le spinge verso le regioni polari della Terra. Se tali particelle riescono a penetrare gli strati più bassi dell’atmosfera, s’incontrano con le particelle ionizzate della ionosfera e in questa “collisione” atomi e molecole emettono luminescenze dai colori caratteristici che vanno dal rosso sangue, al verde, al bianco e al blu.

Tale spettacolo prende il nome di Aurora Polare ed è forse uno dei più bei fenomeni che si possono osservare in natura. Le aurore polari si manifestano contemporaneamente nei due emisferi e prendono il nome di aurore boreale nell’emisfero nord e di aurora australe nell’emisfero sud.

Le Aurore Polari sono fenomeni strettamente legati all’attività solare, infatti, i picchi delle macchie solari coincidono con quelli delle apparizioni aurorali. Questo perché, durante il picco massimo dell’attività solare, è molto più frequente che si formino dei brillamenti che provocano ingenti raffiche di vento solare.

L’Origine Del Campo Magnetico Terrestre

Campo MagneticoSull’origine del campo magnetico terrestre (C.M.T.) furono elaborate diverse ipotesi. La prima fu elaborata nel 1200 per spiegare l’orientamento verso nord di un ago magnetico e s’immaginò che al polo vi fossero grandi giacimenti di magnetite.

Oggi invece, si ritiene che il centro della Terra si comporti come un’enorme dinamo che trasforma l’energia meccanica del fluido in movimento, in energia magnetica e, questa dinamo, è il Nucleo terrestre. In effetti, il nucleo ferroso è formato da una parte interna solida (Nucleo Interno) circondata da una liquida (Nucleo Esterno) che, per effetto della rotazione terrestre, è in movimento. Semplificando possiamo quindi affermare che il nucleo terrestre si comporta come una dinamo autoeccitante costituita da due dischi accoppiati che sfregandosi l’uno con l’altro generano un campo magnetico inclinato di 11° 30’ rispetto all’asse terrestre. I punti della superficie terrestre in cui fuoriesce l’asse del C.M.T. sono detti poli geomagnetici.

La geometria del C.M.T. è caratterizzata da linee di forza entranti nell’emisfero Nord e uscenti in quello Sud, quindi, l’estremo libero con polarità Nord di un ago magnetico tenderà a disporsi verso il polo sud magnetico della Terra che, in realtà, si trova al polo nord geografico. E’ comunque tradizione chiamare polo nord magnetico semplicemente quello che si trova nell’emisfero Nord e viceversa.

I Moti Della Terra

Come tutti i corpi celesti, anche la Terra non è statica nello spazio ma compie alcuni movimenti (moti) molto complessi, i più importanti sono il moto di Rotazione e il moto di Rivoluzione. Esistono inoltre anche moti meno evidenti, definiti Moti Millenari, come: la Precessione Degli Equinozi, il Mutamento Dell’Inclinazione Dell’Asse Terrestre, la Variazione Dell’Eccentricità Dell’Orbita, le Nutazioni e lo Spostamento Della Linea Degli Apsidi. L’insieme di questi moti regolano lo spostamento della Terra nell’universo.

Moto Di Rivoluzione e Le Stagioni

Il moto di rivoluzione è il moto che la Terra compie, come tutti gli altri pianeti, attorno al Sole descrivendo un’orbita ellittica. Il periodo di rivoluzione è di 365g 6h 9m 10s, questo valore non è intero per cui ci obbliga a ricorrere agli anni bisestili per rimetterci in “pari”, ogni 4 anni infatti, al nostro calendario aggiungiamo un giorno, il 29 Febbraio, per recuperare le 6h che perdiamo ogni anno e che, in 4 anni, diventerebbero appunto 24h, cioè un giorno. In realtà sarebbe necessario introdurre altre correzioni per recuperare 9m e 10s ma, per ora, ci si limita a non considerarli, in futuro si vedrà.

Come abbiamo detto sopra l’orbita della Terra non è circolare ma ellittica e il Sole occupa uno dei due fuochi. La distanza Terra – Sole varia quindi da un minimo di 147.000.000 Km ad un massimo di 152.000.00 Km. Il punto in cui la Terra è più vicina al Sole prende il nome di Perielio, mentre, il punto più distante, è chiamato Afelio. Ovviamente, variando la distanza dal Sole, l’attrazione gravitazionale che la nostra stella ha sulla Terra ha un’intensità diversa in ogni punto dell’orbita. Per questo motivo la velocità orbitale terrestre non è costante ma varia in base alla distanza dal Sole. In prossimità del Perielio, infatti, la Terra raggiungerà la sua velocità massima, in questo modo, la sua forza centrifuga sarà maggiore e riesce a controbilanciare la forza d’attrazione gravitazionale del Sole. In prossimità dell’Afelio, registreremo invece la velocità minima in quanto la forza da controbilanciare è minore.

Inclinazione Asse TerrestreContrariamente a quanto si crede, non è affatto questa variazione della distanza dal Sole a determinare l’alternarsi delle stagioni, ma un meccanismo completamente diverso, legato all’inclinazione dell’asse Terrestre. In certi periodi dell’anno la parte superiore della Terra è inclinata verso il Sole. Questo fa si che le radiazioni solari siano ricevute per un tempo maggiore delle 12 ore “canoniche”, e soprattutto con grande inclinazione rispetto al suolo: quindi il terreno accumula una maggior quantità di calore e l’aria rimane più calda. Viceversa in inverno, la durata delle ore di luce è inferiore a quelle della notte e le radiazioni solari colpiscono il suolo con un’angolazione minore.

Equinozi e solstiziIl momento in cui l’emisfero boreale è maggiormente inclinato verso il Sole è chiamato solstizio d’estate e cade il 21 giugno ed è, per l’emisfero boreale, il giorno più lungo dell’anno. Viceversa è chiamato solstizio d’inverno il giorno in cui l’emisfero australe è maggiormente inclinato verso il Sole e cade invece il 22 dicembre. Ovviamente vi sono due momenti in cui nessuno dei due emisferi pende verso il Sole, questi giorni si chiamano equinozi e cadono rispettivamente il 20 Marzo per l’equinozio di primavera e il 23 settembre per l’equinozio d’autunno. In questi giorni dell’anno il giorno e la notte durano esattamente 12 ore , come accadrebbe se l’asse terrestre non fosse inclinato.

Moto Di Rotazione

Come dice la parola stessa, questo moto indica la rotazione che la Terra compie attorno al proprio asse in senso antiorario cioè da ovest verso est.

Per compiere una rotazione completa, la Terra impiega 23h 56m 4s, tale intervallo di tempo viene definito giorno sidereo e non dove essere confuso con quello che è il giorno solare, la cui durata media è di 24h.

Il giorno solare dura mediamente circa 4 minuti in più rispetto al giorno sidereo a causa del moto di rivoluzione che la Terra compie attorno al Sole. Dopo aver compiuto una rotazione completa intorno al proprio asse (23h 56m 4s), la Terra deve ruotare di un altro piccolo angolo per ritornare nella stessa direzione rispetto al Sole, questo perché nel frattempo si è spostata lungo l’orbita che percorre intorno ad esso.

Rotazione TerrestreMentre la durata del giorno sidereo è costante, quella del giorno solare varia leggermente durante il corso dell’anno, per questo si dice che il giorno solare dura mediamente 24h. Tale variazione si verifica a causa dell’ellitticità dell’orbita terrestre. Come abbiamo già visto, la velocità orbitale della Terra non è costante, quindi, quando la Terra si muove più velocemente, l’angolo che deve compiere per ritornare nella stessa direzione rispetto al Sole aumenta leggermente con il conseguente aumento della durata del giorno solare. Viceversa, quando la Terra si muove più lentamente, tale angolo diminuisce leggermente con conseguente diminuzione della durata del giorno solare.

La conseguenza più importante della rotazione terrestre è l’alternarsi del giorno e della notte. Essendo sferico, il pianeta viene illuminato dai raggi solari solamente una metà per volta, mentre, l’ altra metà, rimane al buio. Se la Terra non ruotasse su se stessa, avremmo una parte del pianeta, quella non illuminata dal Sole, con temperature gelide (molte centinaia di gradi sotto lo zero), mentre, l’altra metà, quella esposta ai raggi solari, con temperature infernali (centinaia di gradi sopra lo zero) e la vita non sarebbe possibile. In questo modo invece, tutta la superficie terrestre viene esposta ai raggi del sole che la riscaldano permettendo la vita sul nostro pianeta.

Precessione degli equinizi

Oltre alla rotazione e alla rivoluzione, la Terra presenta un complesso fenomeno che consiste nella variazione dell’orientazione dell’asse terrestre rispetto ad un sistema di riferimento di stelle fisse.

Precessione EquinoziSi usa in genere paragonare questo moto a quello di una comune trottola; il principio fisico, infatti, è lo stesso: per effetto dell’azione di una forza esterna, l’asse di rotazione ruota intorno ad un altro asse, che, nel caso della Terra, è la perpendicolare dell’eclittica, mantenendo lo stesso angolo d’inclinazione. Nel caso della Terra, la forza esterna che causa questo movimento è l’attrazione gravitazionale del Sole e della Luna. E’ per questo motivo che questo moto viene anche chiamato Precessione Luni-solare.

Cerchiamo ora di capire in che modo il Sole e la Luna generano questo fenomeno.

La causa del movimento di precessione sta nel rigonfiamento equatoriale della Terra, dovuto alla forza centrifuga associata alla rotazione terrestre. La rotazione modifica la forma della Terra da una sfera perfetta a un globo leggermente schiacciato ai poli, che quindi è più gonfio all’equatore. L’attrazione gravitazionale del Sole e della Luna su questo rigonfiamento fa si che il moto di rotazione della Terra venga perturbato introducendo il fenomeno della precessione. Se invece la Terra fosse una sfera perfetta ed omogenea, la sua rotazione senza effetti perturbativi da parte dei corpi celesti a lei vicini.

Ora che abbiamo capito in cosa consiste questo moto e in che modo il Sole e la Luna lo influenzano, vediamo quali sono le conseguenze e cerchiamo di analizzarle nel dettaglio:

La prima conseguenza, forse la più conosciuta, è lo spostamento dei poli celesti.

Polaris, o comunemente detta “Stella Polare”, è una stella ben nota anche ai non esperti di astronomia, la sua fama però non è certo dovuta alla sua grande brillantezza: essa, infatti, occupa soltanto la 48esima posizione nella classifica delle stelle più brillanti. Polaris è da sempre conosciuta come la stella che indica il Nord, la più vicina al polo nord celeste, la stella che rimane pressoché immobile mentre tutte le altre appaiono ruotare nel cielo notturno. Polaris però non occupa da sempre questa posizione privilegiata né la occuperà per sempre. I poli celesti sono, infatti, le intersezioni del prolungamento dell’asse terrestre con la sfera delle stelle fisse; se, come abbiamo visto, l’orientazione dell’asse cambia, allora cambiano anche le posizioni dei poli. L’asse, muovendosi lentamente, va a puntare stelle diverse, che, via via assumono il ruolo di “Stella Polare”.

Precessione Equinozi

Precessione EquinoziPer esempio nel 3.000 a.C. la stella polare era la debole Thuban, nella costellazione del Dragone; nel 14.000 d.C. l’asse terrestre punterà in direzione della luminosissima Vega, nella Lira; in altre epoche invece, il polo nord celeste cadrà in regioni di cielo povere di stelle brillanti, cosicché non ci sarà un’unica stella ad individuare il Nord, come accade ai giorni nostri per il polo sud celeste. L’intero ciclo dura 25.785 anni, quindi, un ipotetico osservatore in grado di scrutare il cielo per millenni vedrebbe le stelle fisse compiere una lenta rotazione intorno ai poli dell’eclittica.

Iniziamo ora ad analizzare la seconda conseguenza del moto Luni-Solare, cioè lo spostamento dei punti equinoziali:

I punti equinoziali ϒ (Gamma o equinozio di Primavera) ed Ω (Omega o equinozio d’autunno) sono definiti come l’intersezione dell’eclittica con l’equatore celeste. La precessione degli equinozi influisce sulla posizione dell’equatore celeste, lasciando invece invariata l’eclittica: così come l’asse terrestre anche l’equatore celeste precede intorno alla perpendicolare del piano eclittico, attraversando nel tempo diverse regioni della sfera celeste. A causa della mobilità dell’equatore e stabilità dell’eclittica si ha che le loro intersezioni, cioè i due punti equinoziali, si spostano lungo l’eclittica impiegando 25.700 anni per completare un giro completo. Poiché il punto Gamma è usato ancora oggi come punto di riferimento per la misura delle coordinate degli oggetti celesti, il suo spostamento causa la variazione delle coordinate, sia eclittiche sia equatoriali; per questa ragione i cataloghi stellari riportano l’epoca alla quale le coordinate si riferiscono. Attualmente l’epoca standard utilizzata è quella del 01/01/2000.

La Nutazione

A complicare il già complesso moto di precessione Luni-solare ecco arrivare la Nutazione, un’oscillazione periodica dell’asse di rotazione terrestre intorno alla sua direzione media nello spazio.

Quest’oscillazione è causata principalmente dall’azione della Luna che esercita una “forza” non costante nel tempo a causa della variazione dei suoi parametri orbitali. Il parametro che incide principalmente è il moto retrogrado dei nodi lunari, definiti come i punti d’intersezione tra l’orbita della Luna e il piano dell’orbita terrestre.

Nutazione

Questi due particolari punti non sono stabili ma si muovono sotto l’effetto combinato dell’attrazione gravitazionale del Sole e della Terra in modo retrogrado, cioè in senso opposto rispetto alla direzione del moto della Luna nella sua orbita. Per compiere una rotazione completa dei nodi, la Luna impiega 18,61 anni solari.

La nutazione è quindi una perturbazione al moto circolare dell’asse terrestre rispetto alle stelle fisse (moto di precessione Luni-solare). Essendo una perturbazione di tipo doppio, cioè formata da due componenti, una parallela all’eclittica (nutazione in longitudine) e una perpendicolare ad essa (nutazione in obliquità), otterremo un moto effettivo del polo nord celeste come una serpentina alquanto complicata che si appoggia su una circonferenza.

Ecco dunque spiegato perché dopo 25785 anni il P.N.C. non si troverà esattamente nello stesso posto ma la “serpentina” nel ciclo successivo potrebbe essere completamente differente.

Nutazione
Mutamento Dell’Inclinazione Dell’Asse Terrestre

Questo moto millenario è causato dalla capacità dei pianeti, Giove in particolare, di perturbare i parametri orbitali terrestri. L’asse terrestre, infatti, non mantiene sempre la stessa inclinazione rispetto alla perpendicolare al piano dell’eclittica ma, in un periodo di 40.000 anni, varia tra i 21°55’ e i 24°20’.

Variazione Dell’Eccentricità Dell’Orbita

Sempre a causa dell’attrazione gravitazionale esercitata sulla Terra dai corpi celesti del sistema solare, la forma dell’ellisse disegnata dalla Terra attorno al Sole, subisce un graduale mutamento con un periodo di 92.000 anni. Più precisamente rimane invariata la distanza tra afelio e perielio, cioè la lunghezza dell’asse maggiore dell’orbita, ma cambia la distanza del Sole in afelio e perielio. Es: se l’eccentricità aumenta, la distanza del Sole in perielio diminuisce e aumenta in afelio.

Spostamento Della Linea Degli Apsidi

La linea degli apsidi è la congiungente dei punti estremi dell’orbita terrestre e coincide quindi con l’asse maggiore dell’orbita.

Vista dal polo nord celeste, questa linea ruota in senso antiorario compiendo un giro completo in circa 117.000 anni. Anche questo, come i due moti precedenti, è causato dall’interferenza che i pianeti del sistema solare hanno sul nostro pianeta.

In conclusione possiamo dire che questi ultimi 3 moti esaminati hanno delle conseguenze che accentuano i contrasti stagionali sulla Terra. L’azione congiunta di tutti questi cicli, in momenti particolari, potrebbe essere una delle cause principali del succedersi delle epoche glaciali.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tutte le immagini presenti in questo sito sono di proprietà di Massimiliano Maura e coperte da Copyright. Nessuna immagine può essere quindi riprodotta, utilizzata o stampata senza l’autorizzazione espressa dell’autore. L’autorizzazione va chiesta per iscritto via posta elettronica e si ritiene accettata soltanto con un preciso assenso del proprietario, sempre per iscritto. Naturalmente il silenzio non dà luogo ad alcuna autorizzazione. Ogni utilizzo non autorizzato è proibito dalla Legge Italiana e Internazionale sul diritto d’autore, e come tale verrà perseguito. © Copyright - Massimiliano Maura