Origine Del Sistema Solare

Oltre 4,5 miliardi di anni fa, in un braccio della nostra Galassia, la Via Lattea, a circa 28.000 anni luce dal suo centro, iniziò a plasmarsi il sistema solare. Occorsero alcune decine di milioni di anni perché esso prendesse forma e diventasse quello che osserviamo ai nostri giorni.

L’intero sistema solare compie una rivoluzione completa attorno al centro della nostra Galassia in circa 200 milioni di anni, alla velocità di circa 250 Km/s.

La nascita del sistema solare è uno dei più grandi enigmi dell’astronomia ma, grazie alle osservazioni e alle ricerche condotte in prossimità e anche sulla superficie di molti dei corpi che lo compongono, i misteri si stanno lentamente diradando e il quadro della sua nascita e della sua evoluzione si sta delineando con una certa precisione.

Le teorie attuali

Nel passato sono state proposte numerose ipotesi per spiegare la nascita del sistema solare. Quella che oggi sembra la più completa e accettata da gran parte degli astronomi, è la teoria avanzata una trentina d’anni fa dall’astronomo americano Alastair Graham Walter Cameron che incamera tra l’altro anche alcune teorie precedenti, le quali, prevedevano che il sistema solare ebbe origine da una nube di gas e polveri.

A causa di un’onda d’urto proveniente dall’esplosione di una supernova vicina o forse per qualcosa che ancora non abbiamo scoperto, tra 4,7 e 4,8 miliardi di anni fa, una nube di polveri e gas, detta Nebulosa Primordiale, inizio a collassare su se stessa e allo stesso tempo a ruotare attorno al proprio centro.

All’inizio, la massa di quello che sarebbe diventato il nostro sistema solare, era una decina di volte più grande di quanto non sia attualmente ed era concentrata per il 99% al centro dove continuava a comprimersi e riscaldarsi. Intorno a questo nucleo si aggregarono granuli di polvere che andavano così a formare quei frammenti di materia sempre più consistenti e compatti che avrebbero rappresentato il primo stadio della formazione dei pianeti.

A questo punto della sua vita, la stella Sole in formazione entrò in quello che viene definito lo stadio T-Tauri, ossia in una fase caratterizzata da un improvviso aumento della luminosità e dall’espulsione di una parte della sua massa.

Il nostro Sole, durante la fase T-Tauri, perse molto probabilmente il 50% della sua massa. La perdita di una quantità tanto grande di materia né rallentò il moto e allo stesso tempo trasferì nello spazio circostante atomi ionizzati ed elettroni che facilitarono l’aggregazione del materiale costituente il disco periferico. Questa separazione di particelle cariche di elettricità contribuì ulteriormente a rallentare il moto del Sole mentre accelerava quello del materiale periferico.

Nel frattempo la regione centrale della nube proto planetaria, si era addensata a tal punto che nel suo nocciolo si erano raggiunte temperature di milioni di gradi e s’innescarono quindi le reazioni di fusione nucleare. Nacque quindi il nostro Sole.

La formazione dei pianeti

Il disco di materia che circondava il Sole aveva composizione chimica e temperature diverse. Nella zona più vicina al Sole il vento solare faceva sentire il suo effetto spingendo lontano le molecole leggere dei gas, mentre, quelle più pesanti, che formavano le polveri, subivano spostamenti meno consistenti.

Nella zona più periferica del disco, la materia si raffreddava molto velocemente consentendo la solidificazione di alcuni gas che, a causa della pressione molto bassa, lo facevano senza passare per lo stato liquido. I cristalli di ghiaccio avevano quindi modo di aggregarsi e formare i “planetesimi”. La formazione dei pianeti quindi avvenne dall’aggregazione di polveri e frammenti rocciosi nella zona interna del disco e dall’aggregazione di gas cristallizzato nella zona più esterna.

Classificazione dei pianeti

I nove pianeti che compongono il sistema solare possono essere classificati sulla base della loro composizione chimica, per dimensioni, per posizione rispetto al Sole o rispetto alla Terra e per storia.

PER COMPOSIZIONE:

– Pianeti Terrestri o Rocciosi: Mercurio, Venere, Terra e Marte.

– Pianeti Giovani o Gassosi: Giove, Saturno, Urano e Nettuno.

PER DIMENSIONI:

– Pianeti Piccoli: Mercurio, Venere, Terra e Marte.

– Pianeti Giganti: Giove, Saturno, Urano e Nettuno.

PER POSIZIONE RISPETTO AL SOLE:

– Pianeti Interni: Mercurio, Venere, Terra e Marte.

– Pianeti Esterni: Giove, Saturno, Urano e Nettuno.

PER POSIZIONE RISPETTO ALLA TERRA:

– Pianeti Inferiori: Mercurio e Venere.

– Pianeti Superiori: Tutti i pianeti da Marte a Nettuno.

PER STORIA:

– Pianeti Classici: Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno.

– Pianeti Moderni: Urano e Nettuno.

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